Terremoto 6.0 alle 3,36: vita, tragedia e veri eroi

Amatrice dopo il Terremoto
Amatrice dopo il Terremoto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri mattina apro Fecebook e leggo da una amica di Roma che sono scesi in strada per il terremoto, cosi ho appreso di quello che solo dopo mi sarebbe giunto come l’ennesima devastazione e morte provocata della natura.

 

A più di 24 ore di distanza penso a quello che è la vita, oggi sei felice e sereno con la tua famiglia, la tua casa, tirata su con una vita di sacrifici e poi ti ritrovi senza più nulla. Penso a cosa farei io, se dovesse capitare a me una cosa del genere, non ho idea di come riuscirei a venirne fuori. Vivo in piena Pianura Padana, zona a bassissimo rischio sismico, ma qui ci sono i le inondazioni dei fiumi, ho vissuto in prima persona quando il Po’, esondò e mise in ginocchio migliaia di persone un po’ di anni fa.

 

Penso a quei bimbi che ieri hanno trovato la morte, penso a tutte quelle persone e non riesco a trattenere le lacrime, ma poi considero che ogni singolo giorno ci sono tragedie, ci sono persone che perdono “pezzi della loro vita”, non fa differenza, solo che così tante vite fanno più “clamore” nella coscienza collettiva. Sono parole che possono sembrare dure ma se ci pensate bene è la verità.

La vita è fatta cosi, noi possiamo fare due cose, lottare o arrenderci. Per quanto mi riguarda ho deciso che voto per la prima, la vita è una e io ho deciso che non mi arrende, piango, cado, urlo di dolore… ma non mollo!

 

Grazie a tutte quelle fantastiche persone che in queste ore stanno lottando per salvare delle vite, scavando a mani nude, grazie a quelle quattro zampe pelose con un cuore più grande di molti essere cosiddetti umani, che hanno salvato moltissime persone.

 

 

Grazie EROI!! 

 

Autore: Cinzia Danelli